mercoledì 2 luglio 2014

INCONTRO MONDOVISIONE

Ecco alcune immagini del nostro incontro.
Siamo partiti a bordo di un'astronave alla volta di due Pianeti, il Pianeta Leggero (dove eravamo tutti piume) e quello Pesante  (dove eravamo sassi rotolanti). E poi...tante tribù, ognuna con regole speciali, che hanno imparato a dialogare tra loro (non senza qualche difficoltà a dire il vero...!)
Il tema che ha fatto da sfondo era MONDOVISIONE. Abbiamo riflettuto sul fatto che ogni cultura è un mondo, con regole, stili, abitudini diverse...e quando siamo in un mondo facciamo fatica a volte a relazionarci con gli abitanti di altri mondi.

Secondo me siamo tutti un po' in Mondovisione nella società attuale...ovvero tutti ci guardano e noi basta che accendiamo un cellulare o un pc per avere tutto il mondo a portata di mano.
Eppure...a volte ci sembra di essere chiusi nel nostro personale mondo e facciamo fatica a capire gli altri...vi è mai capitato? Vogliamo condividere qualche racconto?










mercoledì 25 giugno 2014

INCONTRO L'UNIONE FA LA FORZA

Eccoci reduci dal primo incontro...dopo tanto sudore, zanzare ma anche divertimento!!
Credo che le immagini parlino da sole...
Abbiamo giocato alle capanne infuocate per allenarci a condividere gli spazi stretti e fare posto agli altri nella nostra casa, e poi abbiamo creato un lungo serpentone...affamato di caramelle! Ogni tanto si staccava qualche pezzo...ma poi..l'Unione fa la forza e tutti sono arrivati alla caramella!







Che ne pensate?

martedì 24 giugno 2014

IL SASSO

Cosa ne pensate?

Quale è il vostro sasso?

Ok...cerco di aprire le danze in questo nuovo mezzo di comunicazione...il blog!
Penso di aver incontrato tanti sassi sul mio cammino, qualcuno l'ho raccolto e l'ho usato, qualcuno forse non l'ho visto ed è stato un peccato, in qualcuno vi sono inciampata...In questo momento della mia vita credo di avere in mano due sassi e di averli lanciati...vi farò sapere se sono andati in buca...o se hanno frantumato un vetro ;-)
bella comunque questa poesia!
                                                                                                  Antonietta Vescovo, coordinatrice progetto

DICESI CULTURA

La cultura è il risultato più rilevante dell’attività umana e si confonde con l’evoluzione e la storia dell’umanità. E’ un ambiente invisibile entro cui ciascuno di noi è totalmente immerso, senza rendersene conto. Infatti, la cultura è una realtà trasparente, perché noi guardiamo il mondo e gli avvenimenti attraverso di essa e gli attribuiamo le caratteristiche che crediamo oggettive. Adottiamo quindi una prospettiva specifica, che è quella della cultura alla quale apparteniamo.
Anche se sembra un costrutto immobile e statico, la cultura è in costante cambiamento e tutti i soggetti danno il loro contributo, in modo più o meno attivo. Si crea quindi una situazione paradossale, in quanto la cultura continua a essere sempre uguale a se stessa (regolarità), mentre contemporaneamente si evolve (variazione).
Dire cultura tuttavia, non significa solo riferirsi al concetto di etnia/nazionalità, in quanto essa si dispiega sotto tante forme: dal livello sociale (gruppi di appartenenza quali gli amici, la palestra, l’oratorio, i colleghi di lavoro) a quello familiare (ogni famiglia si basa su regole fondanti, genericamente stabilite dai genitori, che i componenti sono tenuti a rispettare) solo per finire con quello riferito alla nazionalità (ogni Paese ha tradizioni, usanze, leggi proprie); anche a questo livello è però possibile fare distinzioni, ad esempio tra il Nord e il Sud di una Nazione, tra le Regioni e così via. Particolarmente significativi sono gli aspetti culturali di quei luoghi “a confine” tra un Paese e l’altro, quali ad esempio il Friuli Venezia Giulia o il Trentino Alto Adige, che vedono convivere una mescolanza di culture che danno spesso origine a forme “ibride”.
Una cultura si può studiare dall’esterno, ad esempio andando a scoprire le caratteristiche attraverso interviste, questionari e cercando di trovare aspetti comuni (ad esempio, faccio una ricerca per scoprire differenze e somiglianze tra il modo di vivere dei 15enni italiani e spagnoli). Oppure si può assumere una prospettiva dall’interno, cercando di “mettersi nei panni” di chi è originario di quella cultura e assumendone usanze e abitudini (ad esempio, la vacanza studio in famiglia all’estero).

La cultura guida le nostre azioni, ci dà regole e prescrizioni relativamente a ciò che è concesso o meno fare in una determinata situazione; queste prescrizioni valgono anche per la manifestazione degli stati emotivi: ad esempio, nella cultura italiana, l’emozione ritenuta culturalmente più accettabile ad un funerale è la tristezza, mentre negli Stati Uniti prevalgono emozioni più positive legate alla celebrazione festosa del defunto e della sua storia.
Antonietta Vescovo, coordinatrice progetto

giovedì 19 giugno 2014

Ascoltate il testo della canzone. Cosa ne pensate? 


Cosa siamo? Siamo il SALE DELLA TERRA...ovvero?

COMUNICATO STAMPA 1

Nel corso del mese di Giugno, con l’avvio del Grest 2014, è partito il Progetto “Elefante Invisibile”, che vede protagonista l’APS Oratorio San Michele di Olevano di Lomellina PV e la comunità parrocchiale tutta, con il supporto dell'Ass.NOI associazione Oratori e il Comune di Olevano di Lomellina. 
Si tratta di una serie di azioni e attività ludico-didattiche finalizzate alla conoscenza dell’individuo e dello stare insieme, da un punto di vista psicologico, sociale e culturale con destinatari i ragazzi e la comunità tutta del paese.
Tutti gli incontri vedono l'iterazione fra differenti realtà più o meno affini al territorio lomellino, quali ad esempio il Museo di Arte e Tradizione Contadina, l’APS Centro Studi Creativamente, la Compagnia Teatrale Il Grillo, l’Ass. Italiana di Capoeira da Angola.
Il progetto ha come tema centrale la cultura e la multiculturalità: attraverso una complessa progettazione, realizzata da Verena Boscolo, psicologa/management sociale (Studio di Psicologia e Psicoterapia di Vigevano), sono state predisposte attività esperienziali che rafforzano la socializzazione, l’autostima, lo scambio di opinioni. Finalità è la promozione dell’oratorio come luogo di creazione e sostegno dell’aggregazione, condivisione e associazione intergenerazionale e intragenerazionale, come luogo per educare le giovani generazioni al rispetto dell’individuo nella sua autenticità e identità. Infatti, i destinatari (bambini e ragazzi utenti del Grest, dai 6 ai 18 anni) vengono invitati a riflettere sulle peculiarità dei singoli individui e sulla costituzione di gruppi di aggregazione, coinvolgendoli nell’identificare un clima relazionale efficace. Si organizzano inoltre occasioni di sperimentazione culturale (uscite didattiche, incontri con enti e realtà significative del territorio lomellino), finalizzate a concepire il mondo/territorio/propria esperienza di vita come una continua fonte di sapere e conoscenza che renda meno distante l’altro e meno assoluta la propria prospettiva. Tutti gli incontri sono condotti da Antonietta Vescovo, psicologa e coordinatrice del progetto, affiancata dai volontari dell’APS Centro Studi Psico Socio Educativi CREATIVAMENTE e della Compagnia Teatrale Il Grillo.
L’”Elefante Invisibile” ha già mosso con successo i primi passi: con la formazione degli operatori e animatori del Grest abbiamo realizzato uno spazio blog dove continuerà lo scambio aperto a tutti.  Secondo passo, lo scorso 17 giugno è stata organizzata una serata di presentazione del progetto alle famiglie, che ha registrato un’ottima affluenza e partecipazione di pubblico. Le attività pratiche con i bambini prenderanno avvio martedì 24 giugno con il primo incontro dal titolo “L’unione fa la forza” all’interno del quale bambini e ragazzi tramite giochi e attività verranno accompagnati in una riflessione sul valore aggiunto del mettersi in relazione con l’altro per condividere e ottenere obiettivi che da soli non si potrebbero raggiungere. Le attività si concluderanno con la pizzata e lo spettacolo finale del 25 luglio.

mercoledì 18 giugno 2014

L'elefante e i ciechi

C’era una volta un villaggio i cui abitanti erano tutti ciechi.
Un giorno un principe straniero, che viaggiava sopra un elefante, si fermò davanti alle mura di questo villaggio, per una sosta durante il suo tragitto.
Tra gli abitanti si diffuse la voce della presenza del principe e di un animale straordinario, che essi non conoscevano. Così i cittadini decisero di inviare sei persone ad accogliere il principe e a toccare l’elefante, così che poi avrebbero potuto descriverlo a tutti gli altri.
Al loro ritorno, i sei ciechi furono accolti con impazienza e curiosità.
Il primo disse che un elefante è come un enorme ventaglio rugoso. Aveva toccato le orecchie.
- Assolutamente no, – intervenne il secondo – perché è come un paio di lunghe ossa. Egli aveva toccato le zanne.
- Ma proprio per niente! – esclamò il terzo – Un elefante assomiglia ad una grossa corda. Aveva toccato la proboscide.
- Ma cosa state dicendo? Piuttosto è compatto come un tronco d’albero! – replicò il quarto cieco, che aveva toccato le zampe dell’elefante.
- Non capisco di cosa state parlando… – gridò il quinto cieco – … l’animale assomiglia ad un muro che respira. Questi gli aveva gli toccato i fianchi.
Il sesto sentenziò fermamente – Non è vero nulla di tutto questo: un elefante è come una lunga e robusta fune. Aveva toccato la coda.
Così i sei ciechi iniziarono a litigare, presi tutti dall’affermare ciò che avevano toccato.
Attirato dalle urla, il principe rimase in ascolto e, comprendendo che quella situazione era destinata a ripetersi all’infinito, prese la parola e sussurrò …

- Tutti dicono una verità. Ognuno sa cosa ha sentito ed è sicuro di ciò che ha toccato con mano. Ma l’esperienza fatta è solo una parte della verità e solo “ascoltandosi” ognuno può andare oltre, comprendere la verità che cerca.-